Superiamo i miti dell'ultrarunning

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ultrarunning 5 miti da sfatare

Ogni volta che proviamo qualcosa di nuovo abbiamo sempre qualche preconcetto o idea sbagliata su quello che la nuova esperienza potrebbe portare.In questo articolo abbiamo raggruppato i 5 miti legati all'ultrarunning, quando la nostra preparazione e il nostro desiderio ci spingono a tentare la nostra prima ultramaratona.

Prima di tutto, la parola "ultramaratona"ci fa immediatamente paura, è associata ad un'impresa irragionevole che va oltre le nostre capacità umane. Vi assicuro che non è così. Una ultramarathon è sì la corsa più lunga, si parla di gare che superano i 42 km, che si tratti di corsa su strada, sentieri o strade di montagna. Nel 2015 circa 100.000 persone hanno corso una ultra negli Stati Uniti. Questo numero non comprende le 22.000 persone che hanno corso lo scorso anno le altre migliaia di ultra organizzate in tutto il mondo.

Ci sono anche alcune gare più brevi (meno di 42 km) che sono comunque raggruppate nella categoria delle ultramaratone a causa del percorso impervio, dei dislivelli (di solito montagna) e della quantità assurda di tempo che si impiega per raggiungere il traguardo.

Di seguito troverete alcuni suggerimenti per affrontare al meglio una ultramaratona come la nostra 100 km Toscana. Quali sono questi miti da sfatare ?

Mito 1: Si corre più lentamente 

Questo è probabilmente il mito più comune che circola tra i runner, per evitare di correre una gara più lunga di 42 km.È un mito ormai confutato da molti runner.L'americano David Laney, arrivato terzo all' Ultra-Trail du Mont-Blanc (170 km con 10.000 metri di dislivello positivo) dice che, per anni, era stato preoccupato di correre una ultra pur mantenendo la sua velocità.  La sua determinazione, il suo grande impegno durante la UTMB hanno migliorato la sua capacità di resistenza, facendogli mantenere una velocità conforme alle sue precedenti perfomance. "Nel giro di pochi mesi dopo l'esordio nel mondo delle ultra nel Western States nel 2014, ero di nuovo in forma e pieno di energia di quanto non lo fossi stato durante gli anni del college", dice Laney, 27 anni, che ha corso la California International Marathon, lo scorso dicembre, con un tempo di 02:17:03.

Mito 2: Gli ultrarunners corrono l'intera corsa

Pensavate di percorre 100 km tutti a corsa? Se ce la fate, meglio per voi, ma i più alternano corsa a camminata per raggiungere il traguardo di una ultra. È importante aggiungere la camminata veloce nella preparazione , affinchè si raggiunga una certa resistenza e una certa velocità anche in questa disciplina, e la si possa così alternare alla corsa.  In tutte le ultra le parti "camminate" costituiscono delle brevi interruzioni alla corsa e contribuiscono a rendere la distanza più gestibile.

Mito 3: Gli ultrarunners sono tutti pazzi 

Beh si, un po' è vero. Il salto da una maratona a una ultra è veramente di qualche miglio. Il più grande ostacolo per Jonathan Smolin, un ultrarunner 41enne di Hanover, NH, era sempre rappresentato da quella "barriera mentale" nel passare da una maratona a una ultramaratona. Questo è un limite mentale di molti maratoneti. "La mia prima ultra è stata una 100 km e, quando decisi di avventurarmi in questa esperienza, la mia corsa più lunga fino a quel momento era stata una maratona", dice Smolin. "Ricordo di essermi autoconvinto prima della gara che avrei potuto farcela, mi fermai a tutti i punti di assistenza medica quasi per scaramanzia. Mi divertii tantissimo e credo proprio che abbia funzionato".

Mito 4: La preparazione della vostra Ultra vi farà trascurare famiglia e amici.

"Ho sentito che alla fine finisci per allontanarti dagli amici e  sacrificare la tua vita privata e il tuo tempo libero in funzione della preparazione della tua ultramaratona", afferma Kari Strang, 42 anni, maratoneta recentemente convertito alla categoria ultra. Proprio come Smolin, prima di completare la sua prima 100 km, il massimo lungo di Kari era una maratona. Non preoccupatevi, per preparare una ultra non dovete abbandonare tutta la vostra vita e correre nei boschi 24 ore al giorno. Un consiglio dal punto di vista preparatorio è quello di eseguire almeno 100 miglia (160 km) prima di decidere di affrontare una maratona o una ultra. L'importante è credere di potercela fare, non abbandonare mai questo pensiero. Insieme a questo prendetevi cura del vostro corpo, considerate tutti i segnali che esso vi manda, sia prima che durante la gara, adottate una corretta alimentazione, attenzione all'idratazione, prevenite vesciche e sfregamenti ecc. Riuscirete così a migliorare la vostra resistenza, a massimizzare la velocità, e a far sì che la mente continui a lavorare dandovi stimoli postivi fino al traguardo.

Mito 5: Correre così a lungo non fa bene alle articolazioni.

Tutto sta nella preparazione. Una prepazione adeguata riesce a ridurre i danni muscolari e articolari, sia che si tratti di un post maratona che di distanze ultra. Molto dipende dal terreno in cui si corre: è possibile che il vostro corpo risenta maggiormente di una maratona interamente su strada che di una ultra (magari lunga il doppio della prima) caratterizzata da percorso più morbido, strade bianche e pochissimo asfalto.Visto l'argomento non posssiamo non accennare alla tecnica di corsa, di fondamentale importanza oltre alla tipologia di terreno su cui ci apprestiamo a correre. Per continuare a correre con costanza e partecipare a competizioni è fondamentale migliorare la tecnica di corsa per ridurre lo stress a livello delle articolazioni, e lavorare sulla resistenza per rendere pià stabili le articolazioni durante la corsa. 

Nonostante la sempre maggiore popolarità della categoria ultramaratona negli ultimi anni, continuano ad esserci dei miti da sfatare, rendendo il salto dalla maratona alla ultra ancora difficoltoso. Il modo migliore per distruggere questi miti è quello di iscriversi alla prossima ultra in calendario e decidere così di superare quella famosa barriera mentale. Allora, cosa aspettate ?La motivazone è nella vostra testa. Dovete solo pensare di potercela fare e non preoccuparvi di qualche unghia nera o vescica. La ricompensa sarà enorme, così come il divertimento e la possibilità di conoscere una nuova comunità di amici.

 

[Traduzione dell'articolo tratto da http://running.competitor.com]