Montelupo Fiorentino è una cittadina alle porte di Firenze famosa per essere stata uno dei centri di produzione di ceramica più importante del Rinascimento, a livello italiano ed europeo.

Il paese sorge su un territorio collinare a metà strada circa tra Empoli e Firenze ed è attraversato dal torrente Pesa che qui confluisce nell’Arno.

La zona era frequentata sia dagli etruschi che dai romani, era infatti conosciuta come Mansio ad Arnum forse ad indicare la presenza di un ponte di attraversamento sul fiume. Con le invasioni barbariche la pianura venne abbandonata in favore delle alture dove, a partire dal X secolo, si cominciarono a erigere fortificazioni militari di avvistamento e difesa. Alla fine del XII secolo Montelupo cadde nelle mani di Firenze che vi costruì una vera e propria città murata. Intorno alla metà del ‘300 vennero costruite le prime fornaci per la cottura della ceramica e per più di tre secoli la produzione venne portata avanti. Alla fine del Quattrocento la ceramica di Montelupo poteva contare su più di 50 fornaci, ed era destinata quasi totalmente all'esportazione. Il livello di produzione era tale che il podestà emanò un editto che vietava di gettare le enormi quantità di scarti e residui di lavorazione nell'adiacente fiume Pesa, per evitare che potesse esserne deviato il flusso. Primo sbocco della produzione montelupina era Firenze, ma la vicinanza ai porti di Pisa e Livorno ne facilitò lo smercio su tutte le piazze europee visitate dai mercanti toscani. Pezzi di ceramica montelupina sono stati ritrovati in alcuni siti archeologici dell'America Centrale connessi con i primi insediamenti europei nella zona, così come nelle Filippine, nei Paesi Bassi e in Scozia

Nel corso del tempo la tradizione si affievolì fino a scomparire alla fine del ‘600. Oggi, la ceramica, rimane comunque un tratto distintivo della cultura e del turismo di Montelupo, se ne trova testimonianza nel Museo della Ceramica e nel Museo Archeologico.

Poco distante dal centro, sulla riva destra dell’Arno, si trova la Villa Medicea dell’Ambrogiana. La precedente proprietà degli Ambrogi fu acquistata da Ferdinando de’ Medici nel 1573 che ordinò anche i lavori di costruzione dell’attuale residenza. Si tratta di una costruzione imponente con quattro torri angolari collegate da loggiati a formare un cortile interno di forma quadrata. Nell’800 fu destinata a manicomio criminale e tutt’oggi è un’ospedale psichiatrico giudiziario visitabile solo in parte e su appuntamento.